Entries from Dicembre 2008 ↓

Rabbia degna: le opere

Copy-paste dal blog del collettivo zapatista:

Hola a tutti e tutte,

ecco concluso il percorso "Come r-esisti? Cosa ti fa arrabbiare?" che porterà all’allestimento di una mostra collettiva sulle r-esistenza che animano le nostre vite.
La partecipazione a questo primo "concorso" senza vincitori né vinti, indetto dal Collettivo Zapatista Marisol di Lugano e da Indymedia.ch/it,
è stata assolutamente degna, a testimoniare che alle nostre latitudini
i fiumi della ribellione continuano a scorrere. Si tratta di esperienze
di r-esistenza che giungono non solo dalle terre che abitiamo, ma da
tutta la terra, da oltre oceano, a rinsaldare la certezza che i ponti
di lotta, sogni e utopie esistono e si moltiplicano.

All’incirca
40 le opere ricevute, caratterizzate da una grande fantasia
realizzativa e da un’importante qualità artistica e politica: un
variegato spaccato delle "rabbie degne" che muovono la r-esistenza di
tutt* noi!
Diverse le tecniche utilizzate, dall’acquarello al
videocollage, dalle marmellate autoprodotte al punk-oi, tanti piccoli e
grandi mondi che lavorano alla costruzione di un’altra vita, di
un’altra realtà. Con la dignità nel cuore.

Le opere sono tutte disponibili on-line,
vi invitiamo a darci un’occhiata e a commentare, sottostanno a licenza
Creative Commons by-nc-sa/2.5. Nelle prossime settimane partiranno per
"Città del Messico", dove sta per iniziare il "Festival della Rabbia Digna"
indetto dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, mentre in
primavera verranno esposte in una mostra in Ticino. Grazie al CSOA il Molino per il sostegno!

 

:: Testi ::

– Che rabbia!

– G8 alla Diaz vendesi democrazia 

– Disegnare il mondo 

– L’infernale paradiso 

– Il mondo 

– Repressione 

– Beau comme un prison qui brule  

– Passato imperfetto, c’ha da diventare remoto

– Oltre a sé senza oggetti 

– La loro aula è la mia trincea

– La mia resistenza

– Sasso, carta o forbice? 

– L’inevitabile misantropia quotidiana

– Me enkabrona el agandalle

:: Immagini e grafiche ::

– Riot

– Che rabbia il maschilismo

– La rabbia del popolo palestinese

– Un popolo di pescatori a caccia di predatori 

– San po puu 

– Quando sono arrabbiata mi sfogo così 

– La luna sul Nilo 

– Al chile 

– La viola e il clarinetto 

– Beau comme un prison qui brule 

– Si te resiste te golpeo

– Urla la tua rabbia

– Reina 30 30 

:: Oggetti ::

– Incazzato Nero

– EZLN – la bandiera

– Un sacco di rabbia 

– Se mi fai incazzare ti tiro un fico 

Scarpe rotte – Zapatos rotos

:: Audio e Video ::

– Prendi il tempo  

– Lugano Oi!

– Compartiendo la rabia digna!

– La commedia della precarietà 

– Improvvisazione del 22 luglio 

– Soldi e pensieri proibiti 

 

I pannelli della mostra portata a Città del Messico (in pdf)

L’unico addio che si merita

Un giornalista iracheno, Muntazer al-Zaidi, che lavora per la rete televisiva antiamericana sunnita al-Bagdadia, durante un incontro tra il presidente Bush e il premier della martoriata Iraq ha lanciato una scarpa al – assassino- presidente americano insultandolo con l’epiteto di cane, che per il popolo arabo è la paggior parola da dire a una persona visto che il cane stesso è considerato un animale impuro. Non contento, giustamente, gli ha lanciato una sencoda scarpa accusandolo della morte di migliaia di iracheni.

Qui è disponidile uno dei tanti video di youtube, dove verrete reindirizzati in completo anonimato.

 

 

Polizia greca in azione

Leggo sempre i newswire di ch.indymedia.org/it e mi sono imbattuto in questa foto:

 

 

Il terrorismo di stato in Grecia sembra non avere tregue: dopo il brutale omicidio di un compagno ecco che la strategia del terrore viene ancora utilizzata durante una manifestazione. La morte di Alexis non ha insegnato niente? O forse è quello che volevano succedesse? D’altra parte cosa ci aspettiamo da chi per provocare ancor’ di più la rabbia e l’odio – per quanto possibile – fa anche uso diei servi neofascisti?

Ho indagato un po’ su quello che questa foto ha scatenato leggendo il blog di ombra e ho scoperto con sdegno e astio che il giornalista che, non avendo ascoltato le pressioni delle autorità, ha reso pubblica questa foto è stato licenziato. È questa l’informazione che ci fanno passare come libera ed indipendente?

Il passato imperfetto, c’ha da diventare remoto

A chi resiste, ieri oggi domani.

Sento il bisogno di scrivere. Salendo per la ripida collina che porta al complesso di morte i pensieri turbinano per la mente, ma assai più pesanti si fanno quando si intravvedono i camini dei forni crematorti stagliarsi verso l’azzurro cielo. Varcando le spesse mura del campo di concentramento di Mauthausen si prova una strana senzazione: "Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’", le viscere somigliano un toboga. La vista prosegue sotto il sole cocente tra filo spinato arrugginito, lapidi di commemorazione di ogni lingua o cultura e baracche di legno intaccate dal tempo. Ma il momento più delicato e ricco di emozioni è arrivato: le piastrelle bianche mi circondano gelide e il cartello Gaskammer mi penetra come un piccone nei neuroni. In questo luogo furono uccise migliaia di persone. Questa consapevolezza mi fa tremare le gambe. Pian piano, intontito, proseguo il mio vagare tra questi muri che trasudano morte e sofferenza; le micidiali testimonianze non si fermano: Sezierraum, Leichen-Raum e le foto di migliaia di vittime sono solo alcuni dei segni tangibili dell’orrore che era. Provo rabbia nel vedere le persone che camminando tra queste mura non percepiscono nessun’ sentimento e con il loro comportamento usurpano la memoria di un luogo dove appena cinquant’anni prima un essere umano venne ucciso per la bandiera raffigurata sul suo passaporto. Non ho ancora visto tutto, mi dice la guida che ho acquistato all’entrata: La scala della morte era un altro dei vili metodi che i nazisti usavano per eliminare i diversi. Centoottanasei gradini alti ed irregolari che i prigionieri percorrevano innumerevoli volte al giorno oberati da blocchi di pietra, pesanti fino a 50 chili e prelevati dalle cave di pietra sottostanti, gli augzzini poi facevano la loro parte per spezzare il numero più elevato possibile di vite. La giornata è finita, ma non sono più lo stesso. La sera, nel letto angusto del camper, il sonno stenta a prendere il sopravvento e le sinapsi sono in fermento. Dopo questa giornata ricca di significato sono ancora più convinto e sicuro. Più convinto e sicuro che la lotta perché quello che era diventi per sempre quello che fu sia necessaria, ora e sempre. Ma la rabbia ha un posto di rilievo nello spettro dei miei sentimenti: la rabbia contro chi pensa che tutto sia finito,

Il popolo greco in rivolta

In Grecia sono giorni di lotta. Sono giorni di fuoco, di fuoco che arde dal cuore di migliaia di "persone contro". Sono giorni di rivolta ai sistemi imposti del neoliberismo. Sono giorni di rabbia e di odio. Sono giorni di aggregazione e amicizia. Sono giorni di solidarietà internazionale. Ma sono anche giorni di morte: il compagno Alexis Grigoropoulos è stato ucciso intorno alle 22 di sabato notte (sabato 6 dicembre) da un agente della polizia ellenica dopo un alterco sfociato nel lancio di alcune bottiglie di vetro e non moltov come l’ufficio stampa degli sbirri indica. Continue reading →

Ingenuità bambina


Una cena di famiglia, nella quale il discorso verte, non mi ricordo per quale motivo, sul carcere.

Mia sorella, sfogando quell’ingenuità tipica dei bambini che da sempre mi affascina, dice: "Secondo me le prigioni non dovrebbero esistere".

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Cucù cucù è arrivato il manifesto e il corteo non c’è più!

Leggendo il blog di ombra ho scoperto una divertente azione di antifascismo creativo de* compagn* Romani.


Fake the Sbocco Studentesco!

 

Tu!, con le tue idee, minacci la sicurezza del Cantone.

Nel silenzio della maggioranza dei mass-media il Gran Coniglio – solo il nostro: in nessun’altro Cantonte si pensa di adottare una misura simile – ha approvato all’unanimità – avete letto bene: con l’appoggio di neri, blu, azzurri, rossi e verdi – l’esensione delle leggi anti-hooligan. Le misure approvate per (n)euro 2008 non solo non sono state abrogate dopo il non-evento, ma adesso vengono anche traslate a tutte le manifestazioni, eh sì: anche a quelle di stampo politico, così uno sbirro qualsiasi potrà decidere di punto in bianco cosa fare di una persona. Continua così, in nome del mito dell’ (in)sicurezza generale l’erosione della libertà e della privacy delle persone!

Cambio di rotta!

Un’amica mi ha fatto notare che fino ad oggi nel mio blog non ho inserito niente di veramente mio, aeh, il rapporto di biologia. Ci ho riflettuto quel poco che basta per capire che sto sbagliando qualcosa: se ho apero un blog per postare e linkare cose scritte da altri mi bastava registrarmi su link.autistici.org, ma credo che il blog sia qualcosa di più: un luogo dove posso esprimere le mie idee senza che nessuno me lo imepedisca e condividerle con gli altri ciapati che leggono e commentano questo angolo della rete. Quindi da adesso cercherò di limitare i copia-incolla per aumentare gli articoli scritti dalle mie dita tamburellanti sulla tastiera. Vedremo se raggiungerò quest’obbiettivo: ai postumi l’ardua sentenza.